Quanto deve sollevare un carrello elevatore? È probabilmente una delle prime domande che ci si pone quando si sceglie un nuovo mezzo. Ma ce n'è un'altra altrettanto importante: quanto deve essere alto il carrello quando il montante è completamente abbassato? Scaffalature, portoni, soppalchi, tettoie e camion possono infatti imporre limiti di altezza molto diversi all'interno dello stesso ambiente di lavoro. È qui che entra in gioco la scelta del montante del carrello elevatore.
Simplex, duplex e triplex non indicano soltanto differenti altezze raggiungibili. Cambiano il modo in cui il montante si sviluppa, l'altezza del mezzo quando è chiuso e la possibilità di sollevare le forche senza aumentare immediatamente l'ingombro verticale del carrello.
Conoscere termini come alzata libera, altezza del montante chiuso e altezza di sollevamento permette quindi di scegliere una configurazione realmente compatibile con il proprio magazzino.
Cos'è il montante del carrello elevatore e a cosa serve
Il montante è la struttura verticale che permette di sollevare e abbassare le forche e il carico. A seconda della configurazione, può essere costituito da un unico stadio oppure da più sezioni telescopiche che si sviluppano durante il sollevamento. Proprio il numero di questi elementi permette di distinguere generalmente tra:
- montante simplex, a uno stadio;
- montante duplex, a due stadi;
- montante triplex, a tre stadi.
La differenza non riguarda però soltanto il numero di sezioni. La configurazione del montante determina il rapporto tra altezza raggiungibile, ingombro verticale del carrello e alzata libera disponibile.
Per questo due carrelli dello stesso modello e con la stessa portata possono comportarsi in modo molto diverso semplicemente perché equipaggiati con montanti differenti.
Altezza di sollevamento: quanto deve arrivare in alto il carrello?
Per scegliere il montante bisogna innanzitutto individuare il punto più alto nel quale dovrà essere depositato il carico. Non basta misurare l'altezza della scaffalatura. Occorre considerare la quota effettiva alla quale le forche devono arrivare per permettere all'operatore di sollevare il pallet rispetto ai correnti e inserirlo o prelevarlo correttamente.
Consigliamo sempre di individuare il punto di deposito più alto e aggiungere circa 150-200 mm, così da lasciare all'operatore lo spazio necessario per movimentare il pallet senza trascinarlo sulla scaffalatura.
L'altezza di sollevamento del carrello elevatore deve quindi essere leggermente superiore rispetto alla sola quota del livello di stoccaggio.
Altezza del montante chiuso: perché è importante?
Immaginiamo un carrello che debba raggiungere una scaffalatura posta a cinque metri di altezza. Il mezzo potrebbe avere un montante perfettamente in grado di raggiungerla. Ma se per arrivare alla scaffalatura deve attraversare un portone alto 2,2 metri, passare sotto un soppalco oppure entrare all'interno di un camion, bisogna verificare anche un'altra misura: l'altezza del montante completamente abbassato. Nelle schede tecniche viene generalmente indicata con h1.
Montante simplex: caratteristiche e applicazioni
Il montante simplex è composto da una sola struttura. È una soluzione utilizzata soprattutto quando le altezze di sollevamento richieste sono contenute.
La sua struttura semplice lo rende adatto, ad esempio, ad alcune attività di movimentazione a bassa quota, alla preparazione degli ordini o ad applicazioni nelle quali non è necessario raggiungere scaffalature elevate. Per un magazzino con scaffalature sviluppate in verticale, quindi, sarà generalmente necessario valutare una configurazione più articolata.
Alzata libera del carrello elevatore: cos'è e quando serve
L'alzata libera indica quanto possono salire le forche prima che il montante inizi ad aumentare la propria altezza complessiva. Nelle schede tecniche viene normalmente indicata con h2. È un parametro facile da trascurare, ma fondamentale in alcune applicazioni. Pensiamo, ad esempio, al carico e scarico all'interno di un semirimorchio. Il carrello può trovarsi sotto il tetto del camion e avere quindi pochissimo spazio disponibile sopra il proprio montante. Deve però essere in grado di sollevare il pallet per movimentarlo. Con un montante dotato di alzata libera, le forche possono sollevarsi mentre il montante mantiene ancora la propria altezza chiusa. Lo stesso principio è utile sotto soppalchi, in capannoni con soffitti bassi o quando il carrello deve lavorare vicino a strutture che limitano lo sviluppo verticale.
Montante duplex: caratteristiche e alzata libera
Il montante duplex utilizza due sezioni telescopiche. È una delle configurazioni più comuni perché permette di raggiungere altezze maggiori rispetto a un simplex mantenendo una struttura relativamente compatta.
Esistono infatti montanti duplex con alzata libera limitata e montanti duplex con alzata libera completa. Nel primo caso, quando le forche cominciano a salire, anche la sezione interna del montante inizia presto a svilupparsi verso l'alto. Nel secondo caso, invece, le forche possono percorrere una distanza significativa prima che l'altezza complessiva del montante aumenti. Questa differenza diventa decisiva quando il carrello deve sollevare un pallet all'interno di ambienti con un soffitto basso.
Montante triplex: quando conviene sceglierlo
Il montante triplex utilizza tre sezioni telescopiche. Il principale vantaggio è la possibilità di raggiungere altezze elevate mantenendo un'altezza relativamente contenuta quando il montante è completamente abbassato. È proprio questo rapporto tra altezza di sollevamento e altezza a montante chiuso a renderlo particolarmente interessante nei magazzini che sfruttano intensamente lo sviluppo verticale.
Altezza del montante aperto: attenzione allo spazio sopra il carrello
C'è un'ulteriore misura da considerare quando si sceglie il montante: l'altezza massima del montante completamente sviluppato, generalmente indicata nelle schede tecniche con la sigla h4.
Un carrello può avere un'altezza di sollevamento adeguata alla scaffalatura, ma quando il montante si estende completamente può raggiungere un ingombro verticale superiore a quello delle forche.
Per questo, soprattutto nei magazzini con soffitti bassi, travi, impianti sospesi o altre strutture sopraelevate, è importante verificare non soltanto l'altezza massima raggiungibile dal carico, ma anche lo spazio effettivamente disponibile per lo sviluppo del montante.
Il montante giusto è quello adatto al percorso del carrello
La scelta del montante non dovrebbe partire semplicemente dalla domanda: “A quanti metri deve arrivare?” Bisognerebbe ricostruire l'intero percorso del mezzo. Da dove parte il carrello? Attraversa un portone? Deve entrare in un camion? Passa sotto una tettoia? Quanto sono alte le scaffalature? Che peso deve depositare sull'ultimo livello?
Solo mettendo insieme questi elementi è possibile capire se serve un simplex, un duplex, un triplex o una configurazione con particolare alzata libera. Perché il montante più alto non è necessariamente il migliore. Il montante corretto è quello che permette al carrello di raggiungere l'altezza necessaria, passare dove deve passare e movimentare il carico richiesto nelle reali condizioni di lavoro.
Vicenza Carrelli: scegliere la configurazione adatta al proprio magazzino
Vicenza Carrelli mette a disposizione delle aziende un'ampia gamma di carrelli elevatori e mezzi da magazzino, con diverse configurazioni di montante in funzione delle esigenze operative.
Individuare il modello corretto significa valutare insieme altezza delle scaffalature, portata richiesta, dimensioni dei carichi, accessi, spazi disponibili e modalità di utilizzo. Perché anche un dettaglio apparentemente tecnico come la scelta tra duplex e triplex può incidere concretamente sull'efficienza quotidiana del magazzino.
Devi scegliere un nuovo carrello elevatore o capire quale montante è più adatto alle caratteristiche del tuo magazzino? Contatta Vicenza Carrelli per individuare la configurazione più adatta alle tue esigenze di movimentazione.
